7 Ottobre 2024

L’Intelligenza Emotiva al lavoro: 3 esercizi pratici per iniziare a svilupparla

Molte volte ci si convince che sia necessario “lasciare le emozioni fuori” quando si varca la soglia del posto di lavoro.

Ma non è affatto una cosa facile.

Le emozioni non sono come un cappotto che possiamo appendere all’ingresso.

Gli studi ci rivelano che le emozioni negative incidono sui rapporti interpersonali, come anche sulla nostra capacità di esprimere il massimo potenziale: concentrazione, attenzione, memoria, salute fisica e mentale subiscono un calo importante quando siamo sopraffatti da emozioni come stress, frustrazione, paura o rabbia.

È quindi essenziale imparare a gestirle. Ed è proprio qui che entra in scena l’intelligenza emotiva.

Tre pilastri dell’intelligenza emotiva sono la consapevolezza di sé, l’autoregolazione e le connessioni positive.

Di seguito tre esercizi per iniziare a sviluppare queste competenze, secondo quanto suggerisce la professoressa Emma Seppälä dell’Università di Yale.

📌 CONSAPEVOLEZZA DI SÉ

Osserva lo stato in cui si trova il tuo corpo: su una scala di energia che va dal completamente spossato al pieno di vigore, dove ti collochi oggi? Analizza il tuo corpo. Presta attenzione alle sensazioni: ci sono aree contratte o rilassate?

Osserva i tuoi pensieri e il loro “livello di traffico”: la mente è attraversata dai pensieri durante tutto il giorno, un flusso continuo che va e viene. Se ogni pensiero fosse un veicolo, quale sarebbe la densità del traffico? Sei su una superstrada intasata, una placida stradina di campagna o una via di mezzo?

📌 AUTOREGOLAZIONE

Un’indagine condotta da Yale ha evidenziato che gli esercizi di respirazione costituiscono uno dei metodi più rapidi ed efficaci per regolare le emozioni in tempo reale. Utilizzare il respiro può portarci da uno stato di agitazione a uno di quiete in pochi minuti.

Quando senti la necessità di mantenere la calma, prova questo esercizio: chiudi gli occhi, inspira contando fino a quattro, poi espira contando fino a otto.

📌 CONNESSIONI POSITIVE

Hai mai notato che ci sono persone che ci lasciano esausti, senza energie, mentre altre riescono a farci sentire carichi e pieni di motivazione?

Perché succede questo? Nel secondo caso, probabilmente hai incontrato un “positive energizer”, una persona con una spiccata intelligenza emotiva che sa quanto sia importante far emergere il meglio negli altri.

Le ricerche mostrano che queste persone non solo contribuiscono a migliorare il nostro stato di benessere, ma concorrono anche nell’accrescimento della produttività nelle organizzazioni.

Puoi coltivare la tua capacità di positive energizer cercando piccoli momenti per sollevare il morale altrui.

E non si tratta, ovviamente, di essere artificiosi, ma di generare positività in modo genuino, attraverso l’umiltà, l’empatia, la compassione, l’onestà e l’integrità.

Basta meno di un minuto per offrire un complimento, condividere una risata, una parola gentile o anche solo un sorriso. Eppure, l’effetto è immenso.